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“LA CITTà RICICLATA” SORPRENDE E INCANTA

A Sant’Arsenio, lo scorso settembre, la prima Summer School targata Homo Ex Machina

Metti una scatola di cartone, alcuni giornali, molti tappi di plastica e cartoncini colorati, trova una location accattivante e aggiungi gli occhi di bambini attenti e curiosi.

Promossa e ospitata dal comune di Sant’Arsenio (Salerno) la prima Summer School della Fondazione Homo Ex Machina dal titolo “La città riciclata”, un vero e proprio laboratorio creativo, il cui obiettivo dichiarato – stimolare creatività e curiosità – è stato pienamente colto dai giovanissimi partecipanti dai 6 ai 12 anni d’età.

La proposta era una nuova definizione dell’aggettivo digital, non più utile a identificare un strumento, bensì un modo di pensare innovativo e duttile.

Fantasia e progettazione hanno quindi accompagnato ogni attività, dimostrando la forza dei più piccoli nell’affrontare le difficoltà utili a raggiungere obiettivi chiari e concordati in team.

“Ci prefiggevamo di mettere a disposizione dei bambini un ambiente e una metodologia utili a sperimentare il lavoro di gruppo, imparando a trarre nutrimento dalle idee condivise – ha detto Jacopo Mele, presidente HExMa – è fondamentale indirizzare le nuove generazioni all’acquisizione di un metodo di lavoro efficace, che stimoli strategie alternative per il processo d’ideazione e creazione. Durante la Summer School abbiamo lavorato su flessibilità e ingegno: abilità indispensabili per le figure professionali del domani”.

Fondato sulla metodologia di lavoro esperienziale, il percorso ha visto un’equilibrata alternanza di momenti in team e spazi dedicati al gioco, alle visualizzazioni, alle riflessioni critiche all’interno del gruppo. A spiegarlo è la psicologa e psicoterapeuta Maria Grazia Caruso, cui sono stati affidati monitoraggio e supervisione della Summer School: “La tecnica del riciclo applicato al tema della città ci è parso il miglior modo per sviluppare la consapevolezza del processo creativo, esplorare gli aspetti trasformativi del creare, sensibilizzare la sostenibilità ambientale. Le attività di costruzione del gruppo, gli stimoli neutri, il gioco non strutturato, l’attenzione al pensiero e alla processualità del pensiero creativo, la stimolazione all’immaginazione hanno permesso di fornire risposte divergenti e innovative per una nuova visione della realtà”.

Utilizzando tecniche grafico – pittoriche basate sulla sperimentazione e la manipolazione dei materiali di riciclo, le semplici ma convincenti idee dei bambini hanno letteralmente conquistato gli adulti. Sono bastati alcuni fogli colorati per costruire un modellino di città eco-sostenibile, un po’ di fantasia per dar vita a un’agenzia immobiliare, un pizzico di coraggio per realizzare un eliporto.

Potendo sempre attingere alla libertà d’immaginazione, i bambini possiedono un privilegio che rende il loro sguardo a un tempo candido e geniale.

E se all’eliporto della città riciclata sono atterrati estro, fantasia e originalità, tocca agli adulti traghettare verso il domani – con amorevoli cure – gli slanci entusiasti dei piccoli creativi.

Imparare a creare non “per” i più piccoli ma “insieme” a loro: così, il più rilevante insegnamento della Summer School invita ogni adulto a uscire da ogni schema, scoprendo la strettissima connessione tra creatività e progresso.

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